Siano le Norme! E le Norme furono!

 In Norme

Di Giovanni Varisco

(Articolo apparso per la prima volta su Elevatori magazine n. 5 2017)

normeParlare delle norme è un argomento che mi affascina a un punto tale che in un editoriale di Elevatori le ho paragonate alle Tavole della Legge di Mosè. Non saranno come i Dieci Comandamenti ma permeano completamente la nostra vita quotidiana e ne seguono incessantemente l’evoluzione.

Per chi lavora nel settore degli ascensori può esistere il dubbio che le norme siano una caratteristica che riguarda solo gli ascensori e le macchine similari come scale e marciapiedi mobili, piattaforme elevatrici, montascale, ascensori particolari per gru e torri eoliche eccetera.

Non è vero perché le norme sono dappertutto e integrano tutte le esigenze che riguardano le direttive di prodotto o per meglio dire tutti i prodotti da esse governati (macchine in generale, apparecchiature in pressione, dispositivi medici o medicali, prodotti da costruzione, giocattoli, rispetto della compatibilità elettromagnetica e così via per tutto il variegato mondo coperto dai prodotti).

Le norme ci accompagnano da sempre e possiamo ricordare che prima degli anni ’90 esse (o meglio le disposizioni tecniche relative ai prodotti) erano contenute e rese obbligatorie nelle leggi di ogni Paese.

E tutto ciò per quale fine? Per l’esigenza primaria di avere prodotti sicuri e accessibili a tutte le persone interessate al loro uso o impiego e anche per consentire una standardizzazione dei prodotti al fine di garantire la libera concorrenza. La necessità assoluta delle norme era stata definita al fine di evitare giungle di prodotti non regolati in maniera coerente con le esigenze di sicurezza che sono state e sempre saranno il must fondamentale richiesto da ogni prodotto.

A quei tempi tuttavia le norme erano forse troppo rigide per i produttori e pativano il difetto di avere lo sguardo rivolto al passato in quanto fotografavano una situazione nota, sperimentata e consolidata senza troppe aperture per il nuovo.

Questo fu il motivo per il quale, lo cito come esempio, l’intelligenza artificiale negli ultimi decenni del ventesimo secolo faticò a inserirsi nel mondo degli ascensori e non solo in quello. Esisteva una certa ritrosia poiché la novità non era ancora stata assimilata completamente e si pensava che la soluzione IT non fosse del tutto sicura e controllabile. Hanno avuto torto come i fatti hanno dimostrato. Ecco perché dagli anni ‘90 in poi le norme hanno terminato di essere obbligatorie e sono diventate volontarie essendo richiesto il rispetto imperativo solo per i RES (Requisiti Essenziali di Sicurezza).

Così le norme sono morte? Assolutamente no e tutti lo sappiamo! Ma sappiamo anche che la volontarietà è un aiuto per chi vuole rimanere nel solco della tradizione mentre chi ha talento, fantasia e coraggio può esercitarsi per progettare e produrre prodotti o sistemi non propriamente conformi a una norma ma comunque rispettosi dei RES dimostrando ovviamente tale conformità.

Lo sviluppo tecnologico è tale che l’eventuale mancanza di norme o di regole per garantire la sicurezza sarebbe troppo pericolosa e in certi casi catastrofica per la società intera. E questo è il motivo per cui le norme non sono più quell’edificio che rimane inalterato per anni e subisce modifiche dopo decine di anni. Le scoperte e le applicazioni nuove sono così incalzanti che le norme devono adeguarsi proprio per mantenere uniformità di prodotti e di comportamenti.

Se consideriamo che qualcuno afferma – e probabilmente a ragione – che in un anno si assiste a una totalità di cambiamenti superiore a quella dei precedenti 50 o 10 anni, va da sé che le norme devono assumere un ritmo di accompagnamento dei prodotti al passo con tali modifiche e in ciò non sempre aiutate dai mezzi IT che non hanno ancora sostituito il cervello umano che è l’unico al momento dotato di quella fantasia necessaria per prevedere tutti i rischi possibili che devono essere eliminati con misure stabilite nelle norme.

L’opposizione a quanto detto in precedenza per le norme è un fatto insito nella natura umana che ama poco essere regimentata e quindi il compito delle norme è anche quello di convincere tutti gli interessati non solo della loro utilità ma soprattutto della loro necessità.

Come si può operare per rendere simpatiche le norme? Mi è difficile dirlo perché il compito è arduo ma l’unico modo, anche in questi tempi poco attenti, è quello di approfittare della formazione dei giovani che devono apprendere nel corso dei loro studi quanto le norme sono importanti, necessarie e indispensabili.

Mi vengono in mentre quelle dimostrazioni di formazione così simpatiche che si osservano lungo le strade quando i ragazzi delle scuole svolgono
educazione stradale e controllano il traffico con palette e segnali e dirigono ordinatamente e secondo le norme il flusso dei veicoli e dei pedoni. Sembra un gioco ma in realtà è un modo intelligente e poco pedante di insegnare e quindi imparare l’importanza e l’applicazione delle norme. Se si cresce in una convinzione confermata da esperienze effettive possiamo sperare che il futuro veda le norme svolgere in maniera effettiva il loro dovere di guardia della sicurezza e dell‘uniformità dei prodotti.

Da ultimo una dimostrazione evidente della necessità delle norme che nascono dall’esperienza. In Paesi di recente sviluppo si notano molti incidenti che sono una conseguenza della mancanza di abitudine alle norme tanto che in tali realtà le norme sono in arrivo per essere recepite e adottate e si tratta delle norme europee che sono da sempre all’avanguardia.

Quindi lunga vita alle norme e con quei risultati sicuri per quanto riguarda i loro obiettivi di sicurezza.

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