x

Cresme: ascensori e piattaforme elevatrici in Italia

 In News

Sin dall’antichità l’uomo ha cercato soluzioni per trasportare le persone e le cose ai piani superiori degli edifici, inventando macchine di vario tipo, come le grandi gabbie, con grosse carrucole manovrate da schiavi che servivano a trasportare belve e combattenti dai piani sotterranei al palcoscenico del Colosseo, o le sedie collegate a un sistema di funi e carrucole che consentivano di trasportare i nobili rinascimentali ai piani superiori.

Approfondimenti sui dati Cresme saranno pubblicati sui prossimi numeri di Elevatori Magazine.

Non sei ancora abbonato a Elevatori Magazine?
Clicca qui e scopri come fare

Le macchine più antiche, così come i moderni impianti di sollevamento e trasporto, hanno in comune l’obiettivo di facilitare gli spostamenti e garantire l’accesso a tutti i piani degli edifici. Tale esigenza è sempre più sentita nella società contemporanea che deve assicurare uguali opportunità di partecipazione alla vita sociale ed economica a tutti, compresi gli anziani e coloro che presentino disabilità temporanee o permanenti.

Da questo punto di vista, l’Italia non può essere annoverata tra i Paesi più virtuosi, nonostante il concetto di “accessibilità” sia richiamato dalla Carta Costituzionale che sancisce che “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando, di fatto, le libertà e lʼuguaglianza dei cittadini,
impediscono il primo sviluppo della persona umana”. Il patrimonio immobiliare italiano, infatti, è vetusto, inappropriato dal punto di vista funzionale e dell’accessibilità.

Oltre il 50% degli edifici esistenti in Italia ha più di cinquant’anni e più dell’80% è stato costruito prima del 1990, secondo normative che non garantiscono gli attuali livelli di sicurezza, efficienza e fruibilità.

Non può, quindi, stupire che oltre la metà del parco ascensori italiano sia antecedente all’entrata in vigore della normativa sull’abbattimento delle barriere architettoniche (1989).

cresme-2024-1

Tuttavia, in un futuro molto prossimo aumenterà il numero di persone con problemi di mobilità o con disabilità permanente o temporanea che solleciteranno un incremento del livello di accessibilità, per poter mantenere la propria autonomia e la propria qualità della vita.

A livello europeo, si stima che nel 2040 le persone over 75 anni rappresenteranno il 15% della popolazione e che nel 2050 il 34,5% della popolazione europea avrà più di 60 anni (nel 2000 era pari al 20,3%). Tra i Paesi europei, l’Italia è quello con il più alto indice di invecchiamento della popolazione.

Un piano di adeguamento degli impianti esistenti abbinato a un programma di nuova installazione di ascensori negli edifici che ne siano privi potrebbe migliorare sensibilmente il livello di confort e fruibilità da parte degli utenti, consentendo, ad esempio, alle persone anziane o con disabilità di rimanere nelle proprie abitazioni.

Tale approccio è ancora più rilevante nel caso degli edifici pubblici, che dovrebbero diventare molto più accessibili per evitare l’esclusione sociale degli anziani o di chi ha problemi di mobilità, a partire dai trasporti pubblici e dalle stazioni.

cresme-2023-800

A supporto di tali considerazioni vanno i risultati emersi dal ‘Rapporto sul mercato di ascensori e piattaforme elevatrici’ realizzato da CRESME su iniziativa di ANIE AssoAscensori e presentato lo scorso 5 dicembre 2023 presso il Centro Congressi Fondazione Cariplo a Milano (Italia) in seno al convegno ‘Patrimonio edilizio, ascensori, accessibilità e caratteri demografici: come affrontare il futuro’.

cresme-2023-2

Da sinistra a destra : Franco Villani (Federazione ANIE), Guglielmo Pelliccioli (Il quotidiano immobiliare), Angelo Fumagalli (ANIE AssoAscensori), Lorenzo Bellicini (Cresme).

Alcuni dati hanno, ad esempio, evidenziato come in Italia, su oltre 12 milioni di edifici residenziali:

  • più di 770 mila edifici con 4 o più piani sono privi di ascensore;
  • solo nel 12,6% degli edifici residenziali con 3 piani fuori terra è installato un ascensore;
  • laddove presenti, oltre 500 mila ascensori sono stati installati prima del 1989, anno di entrata in vigore della prima legislazione sull’abbattimento delle barriere architettoniche;
  • almeno 3,7 milioni di persone, pari al 7,2% della popolazione con più di 15 anni, presentano gravi difficoltà motorie.
cresme-2023-3

Sui prossimi numeri di Elevatori Magazine potrete leggere la pubblicazione approfondita di quanto emerso dal confronto dei partecipanti all’evento del 5 dicembre 2023 sui dati presentati e, più in generale, sul tema dell’accessibilità del patrimonio edilizio nel nostro Paese.

Non sei ancora abbonato a Elevatori Magazine?
Clicca qui e scopri come fare

Share