Il Protocollo ‘Tavola rotonda 10 luglio’
La ‘Tavola rotonda 10 luglio’ parte con una ambizione storica e unica per il settore ascensoristico: unione, cultura, comunicazione, conoscenza, sociale e sostegno ai bisogni dei più deboli.
Il 10 luglio scorso si è svolta al politecnico di Milano una tavola rotonda organizzata dalla rivista Elevatori Magazine sul tema dell’ammodernamento degli ascensori, questione quantomai attuale anche in virtù dei numeri: solo in italia, più di 500 mila ascensori necessitano di ristrutturazione.
È stato un convegno di grande interesse e alto profilo, con interventi di esperti del settore. Ma che ha avuto soprattutto il grande merito di unire tutti i soggetti coinvolti nella realizzazione di un impianto. Una tavola rotonda che ha smosso le acque, dando il via a qualcosa di nuovo.
Ecco il nuovo protocollo che si chiamerà ‘Tavola rotonda 10 luglio’.
A chi si rivolge il Protocollo validato?
- Produttori di ascensori
- Costruttori di componenti per ascensore
- Installatori di ascensori
- Manutentori di ascensori
- Certificatori lavori
- Amministratori condomini e immobili
- Studi di architettura
- Studi di ingegneria
- Docenti universitari
- Esperti del settore
- Rappresentanti delle istituzioni
- Rappresentanti dei media
- Milioni di utenti (in Elevatori Club e non solo)
Tutti i partecipanti alla tavola rotonda sono elencati per funzioni e non per appartenenza a una determinata associazione. Pertanto, in tutti gli atti, gli scritti, le comunicazioni, i testi destinati all’informazione e nei documenti ufficiali, si deve far riferimento al settore operativo e non ad alcuna associazione.
Nel rispetto di tutte le forme associative, desideriamo che tutte partecipino alle iniziative della ‘Tavola rotonda 10 luglio’ perché sono l’espressione dell’unione di tutti gli operatori del settore, nessuno escluso.
La ‘Tavola rotonda 10 luglio’ è super partes
In Italia ci sono un milione di ascensori in funzione, usati da decine di milioni di persone ogni giorno. Nessuno può dire: “Non ho bisogno dell’ascensore”. Sono macchine che meritano la massima attenzione da parte di tutta l’opinione pubblica e di quanti coinvolti nella loro gestione. È ingiusto che l’ascensore sia considerato il parente povero privo di attenzione.
Vogliamo promuovere la grande comunicazione sull’ascensore a tutta la platea nazionale e non solo agli addetti ai lavori, in modo da far emergere le attese e i desideri degli utenti del milione di ascensori in funzione.
Solo in questo modo tutti gli operatori, gli enti, le istituzioni potranno organizzare, con soddisfazione di tutti, il percorso dell’ascensore dalla progettazione all’utilizzo.
Con questo approccio emergeranno le migliori energie, la creatività e l’innovazione che oggi dominano nel nuovo assetto economico finanziario, presente e futuro.
Solidarietà
Ci ispira una umana iniziativa di chi ha sempre posto attenzione alle persone deboli dell’umanità. Esiste la Caritas, che garantisce cibo e assistenza ai poveri. Noi costruiremo la Caritas dell’ascensore, per aiutare a 360 gradi tutte le persone che hanno ridotte capacità fisiche e sociali. Tutte loro hanno il diritto di godere pienamente di tutti i servizi che la meravigliosa macchina ascensore offre all’umanità.
Tutte le componenti del sistema si impegnano a realizzare, partecipando con il loro prodotto base, un ascensore spartan, essenziale, super sicuro, con funzionalità di montaggio semplice, senza l’aggiunta di elementi non funzionali (orpelli) ma con l’obiettivo fondamentale di ridurne il costo a beneficio dei meno abbienti.
Leggiamo sempre di anziani, di disabili, di persone in difficoltà motoria. Di cittadini meno abbienti che sono bloccati in casa per mesi perché’ l’ascensore non c’è, non funziona, è rotto, manca un pezzo di ricambio. Solo allora ci rendiamo conto di quanto sia fondamentale l’ascensore. E prendiamo consapevolezza di quanto sia fondamentale poter aiutare queste persone che vivono un’ingiustizia e un sopruso.
Mettiamo in piedi un’unità di intervento che possa aiutare con grande velocità’ questi soggetti più deboli: pensiamoci in fretta e diamo vita a questa “Caritas dell’ascensore”.
Unione
Per fare questo ci vuole unità. Da sempre si dice l’unione fa la forza, un concetto apparentemente banale, eppure non semplice da vivere nel quotidiano. Perché’ unione presuppone abbandonare i propri interessi personali, accogliere i punti di vista degli altri, mettere in campo le forze per un progetto comune. Finora non sempre il settore ascensoristico è riuscito ad essere unito. Da qualche tempo tira aria nuova e la tavola rotonda del 10 luglio ha dimostrato (unendo tutti i soggetti: fabbricanti, componentisti, installatori, manutentori, verificatori, amministratori di condomini e immobili, architetti, ingegneri) che c’è voglia di perseguire questo obiettivo.
Il settore ascensoristico è molto importante per la società, anche se se ne parla poco. Gli interventi da portare avanti per rendere più sicuro il trasporto delle persone sono imponenti. C’è bisogno di spirito di squadra.
Comunicazione
I media si occupano con continuità dei mezzi di trasporto orizzontali, specie nel servizio pubblico: treni, metropolitane, autobus, taxi, aerei. È invece raro trovare notizie sui mezzi di trasporto verticale. Gli ascensori da oltre un secolo trasportano miliardi di persone senza una guida umana (l’intelligenza artificiale applicata senza saperlo).
È vero, l’ascensore non è un mezzo di servizio pubblico, ma appartiene ai privati, ma svolge un servizio pubblico per tutte le persone che si spostano anche per accedere in edifici pubblici (ospedali, sedi delle istituzioni, enti pubblici). L’ascensore ha dunque una funzione pubblica e sociale.
Ma, come già detto, se ne parla troppo poco. Si discute di cellulari, computer, condizionatori, frigoriferi, auto elettriche, automobili senza più la guida dell’uomo (l’ascensore da un secolo trasporta persone senza guida umana, anticipando così l’intelligenza artificiale) , ma mai di ascensori. Dandoli evidentemente per scontati, salvo poi rendersi conto della loro importanza solo nei momenti in cui accade un incidente.
Tutte le categorie del settore ascensoristico comunicano tra di loro. Bisogna fare un salto di qualità e arrivare anche alla gente comune, che ha molte curiosità da soddisfare.
E la storia ci rammenta che le più belle rivoluzioni nascono dal basso. Anche la storica rivoluzione “Tavola rotonda del 10 luglio”.
Dopo il convegno tanti, graditi, inaspettati consensi sono giunti da tutti i settori e da tutte le fasce: basse, medie, alte, per attività e competenze professionali.
Tutti hanno sottolineato la necessità di restare in contatto, di comunicare maggiormente, di confrontarsi in modo costante per non perdere di vista l’obiettivo. E non solo. È emersa chiaramente l’urgenza di rendere il tema-ascensore aperto a tutti, soprattutto agli utenti.
Questo ci dimostra che tutto quanto emerso dall’evento “Tavola rotonda” era già presente nel subconscio di tutti, ma dormiente. A noi il merito di averlo svegliato.
Non abbiamo inventato l’acqua calda, abbiamo soltanto comunicato che l’acqua calda c’è: usatela.
In coro hanno risposto: sì, grazie.
Abbiamo piantato tanti alberelli, ora partecipate tutti (libero ingresso) a quanto occorre per far nascere un grande bosco verde.


