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Sicurezza degli impianti e gestione della responsabilità

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A cura di Anaci

Questo articolo è stato pubblicato su Elevatori Magazine n. 3/2026

Dietro ogni corsa dell’ascensore condominiale si nasconde una catena di responsabilità che pochi residenti conoscono davvero. Verifiche periodiche, registri di manutenzione, adeguamenti normativi, un vero e proprio universo di obblighi che ricade sulle spalle dell’amministratore, chiamato non solo a garantire la conformità degli impianti, ma a rendere comprensibile ai condomini il senso e il valore di ogni intervento tecnico.

Un altro aspetto fondamentale di una professione che, nella costante implementazione delle mansioni, trasforma l’amministratore in un vero e proprio punto di riferimento per tutti i residenti di un condominio e il punto di raccordo per la gestione di ogni suo aspetto.

“La responsabilità dell’amministratore sulla sicurezza degli impianti è una questione seria, che non ammette improvvisazione – ha dichiarato Leonardo Caruso, presidente di Anaci Milano. Il DPR 162/99 e le successive integrazioni impongono verifiche periodiche, manutenzione programmata e il rispetto di standard precisi. Ma il punto critico non è solo adempiere, è far capire ai condomini perché quelle ottemperanze esistono e che cosa proteggono. Chi gestisce un edificio risponde in prima persona della sicurezza degli impianti comuni, e questa consapevolezza deve guidare ogni scelta operativa”.

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Secondo Caruso, il divario tra il linguaggio tecnico della manutenzione e la percezione dei residenti rappresenta oggi una delle sfide più urgenti per la categoria. “Quando presentiamo un preventivo per la sostituzione di una fune di trazione o per l’adeguamento del quadro di manovra, il condomino vede solo una cifra – ha spiegato -. Il nostro compito è costruire un racconto trasparente, ovvero spiegare che quella spesa tutela l’incolumità delle persone e la conformità dell’edificio, evitando sanzioni e blocchi dell’impianto. Ogni documento tecnico, dal libretto d’impianto al registro delle verifiche, deve poter essere letto e compreso anche da chi non è del settore”. In questo, l’apporto e la collaborazione degli esperti e delle aziende è fondamentale, per poter fornire agli amministratori le corrette informazioni da condividere. L’assemblea condominiale resta il momento cruciale di questo processo comunicativo. “Dobbiamo portare in assemblea non solo i numeri, ma il significato di quei numeri – ha proseguito il presidente Anaci Milano -: un verbale di verifica periodica, un rapporto di manutenzione straordinaria, sono documenti che vanno spiegati, contestualizzati, resi accessibili. Solo così si passa dalla diffidenza alla collaborazione, e l’assemblea diventa il luogo in cui si costruiscono decisioni condivise e responsabili, anziché un terreno di scontro tra tecnicismi incomprensibili e resistenze economiche”.

Caruso ha sottolineato come la formazione continua sia lo strumento chiave per affrontare questo delicato equilibrio: “Un amministratore che conosce a fondo la normativa e padroneggia le tecnologie impiantistiche sa comunicare con autorevolezza e sa rispondere con competenza alle domande dei condomini. Non si tratta di semplificare, ma di tradurre senza tradire il rigore tecnico. La trasparenza non è un optional, è il fondamento della nostra credibilità professionale e, in ultima analisi, della sicurezza di chi vive in quegli edifici ogni giorno”.

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