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Elevatori Club – Quesito da un’Amministrazione comunale

 In Club

Abbiamo ricevuto un quesito da un Comune italiano su un problema relativo agli ascensori. Abbiamo quindi rivolto la domanda all’ingegnere Giorgia Feneri, Presidente dell’Associazione U.n.i.on e membro del Comitato tecnico di Elevatori Magazine.

Quesito
Buongiorno, lavoro nell’Ufficio tecnico di un comune lombardo. In ufficio abbiamo una pratica per il rilascio del numero di matricola di un ascensore, a seguito di un verbale di verifica straordinaria, fatto nel novembre 2024, in cui è scritto che ‘l’impianto può essere rimesso in funzione’. Vorrei, quindi, sapere se il verbale di cui sopra ha una ‘scadenza’ oppure se oggi, nel 2026, lo possiamo ancora ritenere valido ai fini del rilascio del numero di matricola.

Cordiali saluti, l’Ufficio Tecnico

Risposta

No, il verbale di cui parla il non va più bene, in quanto l’art. 12, comma 2-bis, del DPR 162/99 prevede che, in caso di comunicazione oltre 60 giorni, la documentazione sia integrata da un verbale di verifica straordinaria di attivazione dell’impianto. Tale verifica è funzionalmente finalizzata alla messa in esercizio e deve pertanto essere temporalmente correlata all’attivazione dell’impianto.

Ne consegue che, ai fini del rilascio del numero di matricola, il verbale deve essere esplicitamente riferito alla “attivazione dell’impianto”. Inoltre, tale verbale si pone in sostituzione della Dichiarazione di Conformità ai fini della messa in esercizio tardiva e, in coerenza con quanto previsto dal comma 2-bis, deve essere utilizzato entro il termine di 60 giorni, quale periodo utile per la regolarizzazione della pratica. Nel caso specifico, il verbale redatto nel novembre 2024, a fronte di richiesta nel 2026, non può ritenersi idoneo né temporalmente coerente né più rappresentativo dello stato attuale dell’impianto.

Ing. Giorgia Feneri

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