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Raggiunti 1000 marchi storici
Elevatori all’evento a Roma

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In occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, lo scorso 15 aprile 2026 si è tenuto a Roma, presso Palazzo Piacentini, l’evento istituzionale “1000 Marchi Storici per il futuro del Made in Italy”. L’evento è stato organizzato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi e l’Associazione Marchi Storici d’Italia.

L’iniziativa è stata un’occasione per celebrare il traguardo dei 1000 Marchi Storici di Interesse Nazionale iscritti nel Registro speciale e per valorizzare il contributo che queste imprese offrono allo sviluppo economico, culturale e territoriale del Paese.

Anche Elevatori Magazine, Marchio Storico dal 2024 e membro dell’Associazione Marchi Storici dal 2025, è stata invitata all’evento, cui hanno preso partela caporedattrice Maddalena Parotelli e la redattrice Elena Colombetti.

I rappresentanti delle aziende presenti all’evento a Roma. Fra loro anche la redazione di Elevatori Magazine.

La mattinata si è aperta con i saluti istituzionali della Premier Giorgia Meloni, al quale ha fatto seguito l’intervento del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Sen. Adolfo Urso, dedicato al ruolo delle politiche pubbliche nella valorizzazione del Made in Italy e dei Marchi Storici come patrimonio industriale e identitario nazionale.

“Celebriamo oggi il lavoro di generazioni di imprenditori che hanno contribuito a costruire l’identità economica e manifatturiera del nostro Paese – ha dichiarato il ministro Adolfo Urso -. Un traguardo significativo aver raggiunto i Mille Marchi Storici di Interesse Nazionale. Parliamo di un traguardo che va oltre il valore simbolico e conferma la vitalità del nostro patrimonio industriale e manifatturiero, capace di coniugare tradizione, qualità, innovazione e competitività, dimostrando come la storia produttiva italiana non sia un retaggio del passato, ma una leva strategica per affrontare le sfide di un contesto globale sempre più complesso”.

La Premier Giorgia Meloni interviene con un messaggio all’evento al MIMIT.

Il Ministro Adolfo Urso durante l’evento.

Maddalena Parotelli, con una copia di Elevatori Magazine all’evento al MIMIT.

Durante l’evento è stato presentato il nuovo strumento finanziario per lo sviluppo dei Marchi Storici, introdotto nell’ambito della Legge annuale sulle piccole e medie imprese, che rappresenta un’evoluzione del Fondo Salvaguardia Imprese e offre nuove opportunità per la crescita, il consolidamento e il rafforzamento delle filiere produttive.

L’intervento di Massimo Caputi (nella foto, a destra), Presidente dell’Associazione Marchi Storici d’Italia. Con lui, da sinistra: Gianluca Brozzetti, Consigliere Vicepresidente Associazione Marchi Storici d’Italia, e Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy.

“In un contesto di tensioni protezionistiche e nuovi accordi internazionali come il Mercosur – ha commentato Massimo Caputi, presidente dell’Associazione Marchi Storici d’Italia -, i Marchi Storici sono tra gli asset più esposti: senza adeguate clausole di salvaguardia nei trattati europei che ne certifichino l’autenticità, rischiamo un’erosione della nostra identità e del valore del Made in Italy. In questa direzione, la nascita del nuovo Strumento Finanziario che favorisce la crescita dei Marchi Storici segna un cambio di paradigma, trasformandosi da strumento difensivo in leva di sviluppo industriale. Grazie alla possibilità di co-investire per acquisizioni intra-filiera, favoriamo la nascita di poli di Marchi Storici solidi e competitivi, capaci di rafforzare le filiere e mantenere il valore ancorato al territorio”.

Nel corso della mattinata, è stato anche presentato il Rapporto ‘L’Italia dei 1000 Marchi Storici di Interesse Nazionale. Numeri, territori e prospettive di un patrimonio industriale del Made in Italy, che fornisce un’analisi del contributo economico, della distribuzione territoriale e delle prospettive di sviluppo delle imprese titolari di Marchio Storico. Il Registro Speciale dei Marchi Storici di Interesse Nazionale, con i suo 1000 Marchi Storici iscritti, rappresenta un ecosistema composto da 780 imprese titolari, che generano un volume d’affari complessivo di 93,6 miliardi di euro e garantiscono l’occupazione di 363.201 addetti. Questi sono alcun i dei dati che emergono dal rapporto.

Il cuore pulsante di questo sistema, secondo il rapporto presentato a Palazzo Piacentini, è rappresentato dalle “4 A” del Made in Italy (Agroalimentare, Automazione, Abbigliamento, Arredo), che da sole valgono 76,1 miliardi di euro (l’81,3% del totale economico rilevato), con una netta prevalenza della filiera agroalimentare (53,7 mld euro). “Il Rapporto evidenzia con chiarezza che i Marchi Storici non sono solo un patrimonio identitario, ma una componente strutturale dell’economia italiana. Parliamo di imprese radicate nei territori, capaci di generare valore economico e occupazione e di presidiare le principali filiere del Made in Italy”, ha spiegato Gianluca Brozzetti, consigliere e vicepresidente dell’Associazione Marchi Storici d’Italia. “Allo stesso tempo, emerge l’esigenza di accompagnare questo patrimonio in una nuova fase di sviluppo: le imprese chiedono maggiore visibilità, strumenti di valorizzazione condivisi e una più forte capacità di fare sistema, anche sui mercati internazionali. È su questo passaggio che si gioca la competitività futura dei Marchi Storici”.

La distribuzione regionale dei Marchi storici italiani conferma la forza dei poli manifatturieri del Nord: la Lombardia guida la classifica per fatturato (49,1%) e numero di marchi (28,3%), seguita da Veneto (14,2%) e Piemonte (12,9%). Emerge tuttavia un radicamento profondo in tutto il Paese, con sistemi regionali come l’Emilia-Romagna, il Veneto e la Toscana che mostrano un’incidenza delle “4 A” vicina o superiore all’80%. Sotto il profilo settoriale, il Registro ha una natura strutturalmente industriale: l’88% delle imprese opera nel manifatturiero, dove l’Agroalimentare (44% del totale) e l’Automazione-Meccanica (25%) mantengono il ruolo di pilastri economici e numerici.

L’80% delle imprese assegna al Marchio Storico un valore strategico elevatissimo. Il 70% lo integra nei materiali istituzionali e il 46% direttamente sul packaging. Nonostante l’uso della versione internazionale “Italian Historical Trademark” sia ancora limitato al 25%, quasi la metà delle imprese (46%) ne prevede un utilizzo futuro, segnalando una forte volontà di crescita sui mercati globali come strumento di contrasto all’Italian Sounding.

Una parte centrale dell’iniziativa è stata dedicata ai temi della cultura d’impresa e delle nuove generazioni, con la presentazione della campagna dei Giovani dei Marchi Storici ‘Insieme, facciamo il futuro’ e una riflessione sul ruolo dei Marchi Storici come parte integrante del patrimonio culturale del Paese.

La mattinata è proseguita con un panel di imprese titolari di Marchio Storico, dedicato al tema ‘Essere Marchio Storico: leva per l’impresa e per il Paese’, nel quale sono state condivise esperienze concrete e strategie di sviluppo, con un focus sul rapporto tra tradizione e innovazione, sul posizionamento nei mercati e sui processi di crescita e internazionalizzazione.

L’evento si è concluso con un momento di sintesi dedicato al ruolo dei Marchi Storici nell’ambito delle politiche industriali e delle strategie di sviluppo del sistema produttivo nazionale.

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