Conferenza dell’Export:
cresce il ruolo del Sistema Paese
Milano è stata il centro nevralgico del dialogo tra istituzioni e imprese sul futuro dell’internazionalizzazione italiana. La III edizione della Conferenza Nazionale dell’Export (organizzata nell’ambito della XVIII Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d’Italia), che si è tenuta il 18 dicembre al Centro Congressi Stella Polare di Fiera Milano Rho, ha registrato numeri senza precedenti, confermando il ruolo sempre più strategico della diplomazia economica a sostegno del sistema produttivo nazionale, in linea con gli obiettivi del Piano di Azione per l’Export italiano nei mercati extra-UE ad alto potenziale. Anche Elevatori Magazine, come Marchio Storico, è stato invitato a partecipare all’evento.
Il lavoro della diplomazia italiana all’estero è sempre più legato all’export del Made in Italy: la Conferenza Nazionale dell’Export 2025 ha messo in luce i tanti strumenti che il Ministero degli Esteri, con le Ambasciate e tutti gli attori del Sistema Italia, mettono a disposizione delle imprese, per aiutarle nell’esportare i loro prodotti.
Con circa 2.150 partecipanti, una cifra triplicata rispetto allo scorso anno, l’evento ha evidenziato un interesse crescente da parte delle imprese per le opportunità offerte dalla rete diplomatica italiana. Un dato ancora più significativo riguarda le richieste di incontri con gli Ambasciatori, che hanno sfiorato quota 5.000. La Farnesina è riuscita a garantire circa 1.600 incontri, più del doppio dei circa 700 organizzati nella precedente edizione, coinvolgendo non solo gli Ambasciatori ma anche i Direttori ICE e gli esperti di SACE, SIMEST e Cassa Depositi e Prestiti.

Antonio Tajani, Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha aperto i lavori.

Il saluto di Francesco Lollobrigida, Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.
Al centro dei lavori, il bilancio del Piano d’azione per l’export italiano nei mercati extra-UE ad alto potenziale, lanciato lo scorso marzo dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, che ha aperto la Conferenza, lasciando poi la parola al Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e al Presidente di Confindustria Orsini. Un piano che ha già coinvolto circa 7.500 imprese in tutti i continenti, con l’organizzazione di 50 grandi forum imprenditoriali e quasi 5.000 incontri B2B, rafforzando in modo concreto l’azione del Sistema Paese.
I dati dell’export “sono molto positivi, continuiamo a crescere in tanti Paesi, ma complessivamente cresce l’export durante quest’anno. Funziona il nostro piano d’azione, l’obiettivo è quello di arrivare a 700 miliardi di export alla fine del 2027”. Lo ha detto il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, alla Conferenza Nazionale dell’export dell’internazionalizzazione delle imprese, sottolineando che sono in crescita le esportazioni in quasi tutti i Paesi del mondo: “Vuol dire che il prodotto italiano piace, nonostante i dazi e le difficoltà. L’export rappresenta quasi il 40% del prodotto interno lordo, partiamo da Milano, che è la capitale economica del Paese, per lanciare un messaggio: il governo crede nell’export, punta sull’export e punta sulle imprese che rappresentano il tessuto connettivo della nostra economia. Nessun imprenditore italiano che lavorerà fuori dai confini nazionali – ha concluso Tajani – sarà mai solo, questo è il messaggio che vogliamo dare”.
“Attualmente l’export italiano raggiunge i 623 miliardi, l’obiettivo è raggiungere i 700 miliardi. Serve fare sistema e occorre che l’Europa ci dia più certezze, perché solo così potremo essere competitivi”. Sono le parole del Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, anch’egli intervenuto alla Conferenza nazionale dell’export e dell’internazionalizzazione delle imprese.
Nel suo intervento, il Ministro Lollobrigida ha posto l’attenzione sull’accordo con il Mercosur: “Il Mercosur è un buon accordo, ma può diventare ottimo se dopo 25 anni si riesce a fare un passo definitivo sulla reciprocità. Quello che viene imposto ai nostri produttori europei, che a nostro avviso è corretto, deve essere anche garantito sui prodotti che arrivano. Riteniamo che questo passo in avanti si possa fare”. Lo ha detto oggi il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, a margine della Conferenza Nazionale dell’export dell’internazionalizzazione delle imprese, in corso a Milano”. Un secondo elemento, secondo Lollobrigida, “è cercare di ricomporre quella che è una frattura all’interno dell’Europa che vede nazioni importanti, come Francia, Polonia, Austria, Irlanda, attualmente contrari al Mercosur. Noi crediamo che si possa invece ricomporre un quadro che rafforzi l’Europa”.

Emanuele Orsini, Presidente di Confindustria, alla Conferenza per l’Export.

Il pubblico presente in sala.
I successi italiani all’estero
Particolare rilievo è stato dato ai risultati conseguiti nelle diverse aree geografiche. In Arabia Saudita, a Riad, si è svolto il più grande forum imprenditoriale mai organizzato dall’Italia nel Paese, con oltre 1.000 imprese partecipanti, accompagnato dall’anteprima del Salone del Mobile 2026, a conferma di una crescita a doppia cifra dell’interscambio bilaterale.
In Africa, le missioni in Mauritania, Senegal e Niger hanno contribuito a rafforzare la presenza economica italiana, attraverso business forum e la prima Conferenza degli Ambasciatori tenutasi a Dakar. Per il continente africano sono state inoltre raddoppiate le borse di studio e promossi canali di immigrazione qualificata. All’inizio del prossimo anno è prevista una riunione politica con i Paesi del Sahel, finalizzata a discutere strategie di crescita condivise.
Sul fronte asiatico, l’Italia si è distinta con il Padiglione Italiano all’EXPO di Osaka, premiato come miglior padiglione, mentre sono già in corso i preparativi in vista dell’EXPO 2030 di Riad. La strategia prevede anche un rafforzamento dell’azione nei Paesi ASEAN, oltre che in Cina e Giappone, mercati chiave per l’export nazionale.
Per quanto riguarda le Americhe, gli Stati Uniti, principale mercato extra-UE per l’Italia, hanno fatto registrare una crescita dell’export pari al 9%. In quest’ottica, per il 2026 è stata approvata una misura SIMEST da 200 milioni di euro dedicata specificamente al mercato statunitense. Ulteriori focus riguardano Messico e Paesi del Mercosur, con un business forum programmato a Miami in occasione del G20.
Infine, in Europa, che assorbe circa il 50% dell’export italiano, l’attenzione resta alta sui Balcani e sul partenariato strategico con la Germania, con un Vertice di Governo italo-tedesco previsto a gennaio. Parallelamente, l’Italia continuerà a rafforzare la propria presenza anche in Asia Centrale e nel Golfo, con forum già programmati a Doha, Shanghai e in Turchia.
La Conferenza Nazionale dell’Export si conferma così una piattaforma fondamentale di confronto e di operatività, capace di tradurre la visione strategica della politica estera italiana in opportunità concrete per le imprese, in un contesto globale sempre più competitivo e interconnesso.
Nel corso del suo intervento nel panel “Il ruolo delle grandi imprese per sostenere le filiere delle PMI”, l’AD di Cassa Depositi e Prestiti Dario Scannapieco ha evidenziato il ruolo di CDP quale Istituto Nazionale di Promozione in grado di fungere da “ponte” tra le aziende del Made in Italy e i mercai esteri. Al tavolo dei relatori erano presenti anche Regina Corradini d’Arienzo, Amministratore Delegato di Simest, Armando Varricchio, Inviato Speciale del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per l’innovazione e le nuove tecnologie e gli industriali, Emma Marcegaglia (Presidente e AD Marcegaglia Holding), Pierroberto Folgiero (AD Fincantieri), Marco Tronchetti Provera (Vice Presidente Esecutivo Pirelli) e Vito Pertosa (Presidente Mermec).

“L’export italiano ha ampi margini di crescita grazie anche all’artigianato che è un prezioso biglietto da visita sui mercati internazionali”. È quanto ha sottolineato il Presidente nazionale CNA, Dario Costantini, intervenendo alla terza edizione della Conferenza Nazionale dell’Export e dell’Internazionalizzazione delle Imprese, davanti ai ministri degli Esteri, Antonio Tajani, e dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. Il Presidente CNA ha ricordato che “da una nostra indagine emerge che nel nostro Paese ci sono circa 90mila imprese potenzialmente in grado di esportare. Hanno tutte le caratteristiche per vendere all’estero ma ancora non sono presenti sui mercati internazionali”. Come supportarle? Secondo Costantini “la programmazione ICE può far molto magari prevedendo una linea prioritaria per le imprese che intendano iniziare ad approcciare i mercati esteri e ne abbiano le condizioni”.

I protagonisti del panel ‘La voce delle imprese’: Matteo Zoppas, Presidente Agenzia ICE), Veronica Squinzi (Vice Presidente ASSOLOMBARDA), Andrea Prete (Presidente UNIONCAMERE), Giovanni Bozzetti (Presidente Fondazione Fiera Milano), Dario Costantini (Presidente CNA), Cristian Camisa (Presidente CONFAPI), Simone Gamberini (Presidente Legacoop), Barbara Cimmino (Vice Presidente Confindustria), Giorgio Mercuri (Vice Presidente CONFCOOPERATIVE), Luca Brondelli di Brondello (Vice Presidente CONFAGRICOLTURA), Riccardo Garosci (Vice Presidente CONFCOMMERCIO), Luigi Scordamaglia (Amministratore Delegato Filiera Italia e Direttore Mercati, Europa e Internazionalizzazione COLDIRETTI), Eugenio Massetti (Vice Presidente CONFARTIGIANATO).
Le sessioni pomeridiane
Nella giornata, densa di contenuti e incontri, le istituzioni hanno voluto puntare l’attenzione delle aziende sugli strumenti di sostegno all’export, che vengono messi a disposizione dei diversi attori del ‘Sistema Italia’: ICE, CDP, SACE E SIMEST. Nel corso dei workshop tematici che si sono tenuti nel pomeriggio, sono stati evidenziati i molti servizi messi a disposizione delle aziende che già esportano e anche a tutte quelle che ancora non lo fanno, magari a causa delle loro piccole dimensioni: per tutte, sono stati pensati una serie di servizi in grado di supportarle, accompagnandole fin dalle fasi iniziali, con l’analisi dei mercati potenzialmente di interesse, per poi supportarle anche nelle fasi successive. Un esempio viene dall’ICE, i cui servizi possono essere consultati a questo link.


