Ascensori antincendio e operazioni in caso di incendio – Seconda parte

 In Norme

Di Giovanni Varisco

Articolo pubblicato su Elevatori Magazine n 2 – 2019 

Continuiamo con il presente articolo la trattazione di due norme europee armonizzate che hanno un’importanza fondamentale per gli ascensori che si trovano in edifici con rischio di incendio.

Si tratta della Norma EN 81-72 (Regole di sicurezza per la costruzione e installazione di ascensori – Applicazioni particolari per ascensori per passeggeri e per merci – Ascensori antincendio) e della Norma EN 81-73 (Regole di sicurezza per la costruzione e installazione di ascensori – Applicazioni particolari per ascensori per passeggeri e per merci – Comportamento degli ascensori in caso di incendio).

Risulta immediatamente evidente come si tratti di norme armonizzate da applicare non per tutti gli ascensori bensì a quegli impianti di elevazione che devono essere sottoposti al rispetto di importanti prescrizioni antincendio che devono anche tenere conto delle varie legislazioni nazionali che sono tuttavia differenti da Stato membro a Stato membro dell’Unione europea.

Requisiti di Sicurezza

I requisiti di sicurezza per le Norme EN 81-72 ed EN 81-73 che stiamo esaminando sono quelli tipici in presenza di ascensori impiegati nella lotta contro gli incendi e sono riassunti sinteticamente nel seguito.
Di fronte ad ogni fermata dell’ascensore deve essere presente un’area sicura.

I livelli richiesti per le caratteristiche antincendio degli edifici sono affidati alla responsabilità delle Autorità nazionali e si riferiscono in particolare:

• alla protezione delle aree sicure,

• alla separazione del vano di corsa dell’ascensore,

• alle resistenze antincendio delle varie pareti e delle porte di piano,

• ai collegamenti delle aree sicure con le scale dell’edificio,

• a numero e dimensioni degli ascensori antincendio,

• alla gestione dell’alimentazione elettrica,

• eccetera.

Gli eventuali altri ascensori presenti nell’edificio non devono necessariamente rimanere in funzione durante l’evento dell’incendio ma è prescritto che un guasto di un altro ascensore non deve provocare conseguenze negative al funzionamento dell’ascensore antincendio.

L’ascensore antincendio deve avere una alimentazione elettrica secondaria la cui sorgente deve stare in area protetta dall’incendio e l’alimentazione elettrica (in generale) deve essere
opportunamente protetta. In caso di vani di corsa pressurizzati, la Norma EN 81-72 segnala gli elementi che devono essere presi in considerazione nel corso delle attività di progettazione.

Requisiti fondamentali per gli Ascensori Antincendio

Si deve rispettare completamente la Norma EN 81-20 con le aggiunte prescritte dalla Norma EN 81-72. Le dimensioni della cabina sono soggette alle prescrizioni delle Autorità nazionali ma, in ogni caso, esse non possono essere inferiori a 1.100 mm (larghezza) e 1.400 mm (profondità), con una portata di 630 kg, e con porte di almeno 900 mm di apertura. Per cabine previste per il trasporto di lettighe tali dimensioni non possono essere inferiori a 1.100 mm (larghezza) e 2.100 mm (profondità), con una portata di 1.000 kg. Le prestazioni dell’ascensore antincendio devono essere tali da raggiungere il piano più alto operabile dai Vigili del Fuoco in 60 secondi che devono essere misurati dal momento della chiusura completa delle porte del piano di accesso dei Vigili del Fuoco (per ascensori con corsa maggiore di 200 m il tempo può essere aumentato di 1 secondo ogni 3 metri di corsa oltre i 200 m). La norma sconsiglia, in base all’esperienza pratica, velocità maggiori di 4,5 m/s. L’ascensore antincendio deve essere progettato per poter funzionare correttamente durante le operazioni antincendio per un periodo uguale a quello richiesto per la struttura (esempio per 2 ore) e la norma indica le caratteristiche di durata dei vari componenti elettrici, elettronici, della manovra di funzionamento dell’ascensore, dei sensori di rilevazione della temperatura e la necessità di funzionamento dell’impianto anche in un vano invaso dal fumo. Devono essere previste uscite di emergenza dal vano di corsa nel caso in cui due soglie di piano successive siano distanti più di 7,0 metri. Gli spazi del macchinario e i vani di corsa non devono contenere sprinkler.

Protezione dei componenti elettrici (contro l’acqua)

La norma fissa i livelli di protezione a seconda del tipo di componente e della sua dislocazione.
Il massimo livello di acqua che è consentito nella fossa del vano è soggetto ad accordi tra installatore e responsabile della costruzione (con il suggerimento che non sia maggiore di 0,5 metri e che siano predisposte misure per impedire l’ingresso dell’acqua nella fossa). Anche il tetto della cabina deve essere predisposto in modo da impedire l’accumulo di acqua sopra di esso.

Salvataggio dei Vigili del Fuoco imprigionati nella cabina

Deve essere prevista una botola di passaggio nel tetto della cabina e il passaggio non deve essere ostruito da elementi vari, come per esempio quelli necessari per l’illuminazione (se essi fossero presenti devono essere facilmente apribili e asportabili). L’apertura della botola deve interrompere e precludere il funzionamento dell’ascensore che non può essere ripristinato con la sola chiusura della botola bensì a seguito di un’azione positiva e volontaria. Le scale da impiegare devono essere conformi alla Norma EN 131-1 e provviste di un contatto di sicurezza che impedisca il movimento dell’ascensore se la scala non è nella sua posizione di riposo.

Esse devono avere una lunghezza di 1,0 metri maggiore dell’altezza della cabina (se sono intese come mezzo di salvataggio tra la cabina e il tetto della stessa. La Norma EN 81-72 indica pure le caratteristiche della scala da impiegare eventualmente per il raggiungimento della porta di piano sovrastante al tetto della cabina.

Se il salvataggio è realizzato dall’esterno della cabina, la Norma lo lascia alle disposizioni delle Autorità locali e indica la possibilità che esse siano adottate mediante scale portatili o funi di sicurezza prescrivendo tuttavia l’installazione di una scala nell’interno della cabina. E’ previsto anche un sistema di auto – salvataggio dall’interno della cabina attraverso la botola presente nel tetto della cabina stessa con inoltre l’indicazione delle caratteristiche degli eventuali punti di appoggio per la salita (se non esiste una scala apposita). In questo ultimo caso è necessario prevedere una scala che permetta di raggiungere la fermata soprastante dal tetto della cabina e sono prescritte le necessarie indicazioni grafiche ed è stabilito che da ogni possibile punto di arresto della cabina deve essere possibile l’auto – salvataggio. Le tubazioni idrauliche tra gli spazi del macchinario e il vano di corsa devono presentare la stessa protezione antincendio richiesta per la struttura del vano.

In relazione alle porte e per quanto riguarda le procedure di salvataggio, esse devono essere accoppiate e scorrevoli orizzontali. Nel prossimo numero della rivista continueremo l’esame e l’approfondimento delle prescrizioni di sicurezza previste dalla Norma EN 81-72 nonché le caratteristiche di funzionamento proprie della manovra antincendio.

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