Giovenzana International B.V. Innovazione per la sicurezza

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Innovazione nel solco della sicurezza. In queste parole c’è tutta la filosofia del Gruppo Giovenzana, industria lombarda che ormai ha assunto un connotato internazionale. La Giovenzana è una realtà che ha ormai raggiunto grandi capacità manageriali con oltre 60 anni di storia alle spalle e che è giunta alla terza generazione. L’azienda lombarda ha impostato, nel corso dei decenni, la sua crescita puntando soprattutto sull’analisi del mercato, nella diversificazione delle produzione, investendo in tecnologia e contando nella collaborazione del proprio staff.
I prodotti della Giovenzana, che esporta ormai in tutto il mondo, sono oggi punto di riferimento per la movimentazione, l’automazione, il sollevamento, la manutenzione, il comando e il controllo di utenze mobili. Studio, progettazione e produzione si fondono in un univoco obiettivo a completa copertura delle esigenze industriali.
La storia dell’azienda inizia nell’immediato dopoguerra da un’idea di Carlo e Giulio Giovenzana: la società, che in origine si occupava di avvolgimenti elettrici, ha poi ampliato la sua produzione e potenziato il suo organico finché nel 1952 è sorta la Carlo Giovenzana. La produzione in quegli anni era di tipo artigianale. Fino al 1957 l’azienda ha proseguito il suo sviluppo a Milano nella sede storica di via Padova, per poi trasferirsi in seguito a Olgiate Molgora e poi a S. Maria Hoè, in provincia di Lecco. In questa sede l’azienda ha acquisito il passo e le dimensioni di una vera e propria industria. Il cambio di velocità è arrivato negli anni 80 quando la Giovenzana è diventata un brand riconosciuto a livello internazionale. Oggi la Giovenzana, oltre al padiglione originario di S. Maria Hoè, ha sedi ad Amsterdam, Mosca, Mumbai e San Paolo oltre agli uffici di corrispondenza a Dubai.
Ma quali sono le prospettive che questa eccellenza italiana può trarre dai bilanci del 2017?
Ne parliamo con Massimo Giovenzana, general manager del gruppo.

Dottor Giovenzana, che bilancio si può fare per la vostra azienda alla chiusura di un 2017 sicuramente in crescita per quanto riguarda l’economia mondiale, ma preoccupante dal punto di vista della politica globale?
I risultati che abbiamo ottenuto in questo anno rispecchiano l’impegno che abbiamo assunto, e non da oggi, sviluppando tecnologia e qualità. Uno sviluppo che è necessario in una fascia di mercato estremamente esigente e che però al contempo è invasa da prodotti di dubbia qualità.
Per noi invece il punto focale è la sicurezza in tutte le declinazioni possibili: nei confronti del mercato, dell’operatore e dell’utilizzatore finale. Il nostro obbligo morale è quello di offrire all’operatore, mediante la tecnologia più avanzata, la possibilità di intervenire nei tempi più ristretti possibili per scongiurare ogni pericolo.

Come avete sviluppato i vostri rapporti con l’estero e quale percentuale del vostro fatturato arriva da oltre confine?
Nel 2018 di fronte a noi c’è il mondo. L’Italia è ormai soltanto una regione dell’Europa e la nostra filosofia è quella di cercare di entrare in ogni mercato possibile. Attualmente almeno il 65 per cento della nostra produzione è destinata all’estero e il rimanente è venduta sul mercato nazionale.

Quali sono i Paesi con cui i rapporti commerciali hanno dato più soddisfazioni e in quali costruzioni famose avete installato i vostri prodotti?
Parto dalla seconda parte della domanda mostrandole una delle nostre brochure aziendali: come vede sono raffigurate sulla copertina la Tour Eiffel e il Burj Khalifa di Dubai. Su entrambi sono presenti i nostri prodotti di sicurezza e rappresentano il classico e il moderno, la storia e il futuro. Su entrambi noi ci siamo: è il nostro biglietto da visita. Se poi mi chiede quali sono i nostri mercati più fertili le rispondo che noi guardiamo a quelli futuri: se dovesse fermarsi la follia della guerra, Siria e Libia sono i Paesi con le maggiori possibilità di ricostruzione.

Come è andata la Fiera di Augsburg in generale e quali sono stati i riscontri per la vostra azienda?
Augsburg è diventata, con il passare delle edizioni, un punto di riferimento per il mercato ascensoristico e anche questa edizione non ha deluso le attese. Purtroppo la crescita del numero di espositori ha portato anche un gran numero di prodotti non proprio all’altezza: molti sono copiati, ma senza il punto di riferimento costante della sicurezza. Non c’è studio né ricerca tecnologica e quindi il comparto tutto ne risente e scende di livello. Comunque Augsburg è sempre un appuntamento importante anche se non sottovaluterei la crescita della Fiera di Istanbul, soprattutto adesso che ci sono molti produttori locali.

Come riuscite a differenziare i vostri prodotti rispetto alla concorrenza e quali sono i vostri punti di forza?
Le rispondo con due parole: sviluppo e ingegneria. Lo sviluppo di prodotti sempre più sofisticati e la ricerca ingegneristica per trovare nuove soluzioni utili nel campo della sicurezza. E comunque la nostra massima è quella che dovrebbe essere sempre tenuta presente da qualsiasi imprenditore: non si è mai arrivati e il nostro lavoro deve sempre essere improntato al miglioramento dei prodotti esistenti.

Avete in progetto prodotti innovativi che possano portare vantaggi concreti in termini di sicurezza per gli operatori?
Certamente: il nostro comparto sviluppo non si ferma mai. Stiamo testando nuovi prodotti ma anche questi non sono un traguardo, soltanto una tappa. La chiave di volta deve sempre essere quella di migliorare la sicurezza e tutti i nostri sforzi, nella ricerca, nella logistica, nel marketing devono andare in quella direzione.

E proprio in questa direzione sono da intendersi lo studio, il progetto e la realizzazione del nuovo padiglione che Giovenzana sta completando nella sede di S. Maria Hoè e che dovrebbe essere pronto entro marzo 2018. Sarà il fiore all’occhiello dello stabilimento lombardo: completamente automatizzato, con oltre 1.300 mq di superficie per 10 metri di altezza e con la previsione di 2.600 pallet di movimentazione. Collegato ai due corpi attualmente esistenti, avrà alla sommità un centro congressi da 100 posti.

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