ELA: ascensori e scale mobili nelle smart cities

 In Attualità

“Nel 2014, la popolazione urbana sarà il 54% del totale. Era il 34% nel 1960 e la tendenza è a crescere. Il processo di inurbamento, in termini assoluti, è concentrato nelle regioni meno sviluppate del mondo. Si stima che entro il 2017, anche nei paesi meno avanzati, la maggioranza della gente vivrà nelle città. Tendenze: si stima che tra il 2015 e il 2020, la popolazione urbana totale crescerà dell’1,84% all’anno, dell’1,64% tra il 2020 e il 2025 e dell’1,44% tra il 2025 e il 2030”. Questi sono i dati del Global Health Observatory (GHO) World Health Organisation (WHO).
E questi dati sono anche il punto di partenza della conferenza (Roma, 18 aprile 2016) della European Lift Association (ELA) dedicata ad “Ascensori e scale mobili nelle smart cities”.
Nel suo discorso di apertura, Jorge Ligüerre, presidente di ELA ha detto: “Smart cities: proprio a riguardo del tema, è con vero piacere che vi do il benvenuto nella meravigliosa città di Roma. Per millenni Roma è stata una smart city e per molti aspetti ancora la è”. Poi ha sottolineato alcuni dei megatrend in atto nel mondo: urbanizzazione (nel 2050, circa il 67% della popolazione vivrà nelle città); demografia (circa 300 milioni di queste persone avranno 65 o più anni); consumi (2,5 miliardi di persone entreranno nella classe media, con conseguente incremento delle densità di ascensori); Internet of Things (4 miliardi di persone interconnesse e la tecnologia accelereranno i cambiamenti del mercato).

URBANIZZAZIONE, GRATTACIELI E ASCENSORI FUTURI
Se l’urbanizzazione è una tendenza su scala globale, allora, le città sono destinate a crescere sempre più in altezza. Non solo: diverranno sempre più “smart”, intelligenti.
Questo invece è stato il punto di partenza del relatore principale del convegno, Dario Trabucco (IUAV Università di Venezia/CTBUH Research Manager), che ha parlato de “Il futuro degli ascensori nelle smart cities”. “Ogni giorno, nel mondo, si costruisce una nuova Manhattan ha detto Nel periodo 2000-2015, il patrimonio immobiliare cinese è cresciuto di 33 trilioni di dollari”. Partendo dal parallelo tra l’evoluzione della tecnologia e la crescita di città e grattacieli, ha proseguito: “In passato, non era la mancanza di tecniche costruttive che ha impedito lo sviluppo verticale degli edifici. A impedirlo era la mancanza di tecnologia per il trasporto verticale. Poi, all’inizio del 1880, gli ascensori hanno beneficiato delle strutture in acciaio che hanno aperto all’esplorazione di nuovi territori che si estendono verso l’alto. Tale congiunzione, ha permesso il superamento dei vecchi limiti: ogni spazio, prima limitato, è ora moltiplicabile all’infinito, grazie alla proliferazione delle superfici nei grattacieli”.
Trabucco ha poi menzionato il fatto che le nuove tecnologie come gli ascensori senza fune possono rivoluzionare il concetto stesso di grattacielo. Non più un solo edificio molto alto, ma molti edifici interconnessi tra loro, al di sopra del livello del terreno, in grado di fluidificare la circolazione, fornire nuove soluzioni e possibilità architettoniche: una nuova era per le affollate città di grattacieli. Gli ascensori si sposteranno non solo sull’asse verticale ma anche in orizzontale e potranno anche essere integrati in sistemi più complessi di trasporto pubblico e privato, in grado di muoversi in ogni direzione. Al crescere della popolazione urbana, cresceranno anche gli ascensori, in velocità, dimensioni e comfort, fino a che forse si muoveranno come treni, all’interno del loro vano.
Oggi, circa il 50% dei 7,3 miliardi della popolazione mondiale, vive in aree urbane e questa percentuale salirà al 66-70% entro il 2050. Significa che nei prossimi 35 anni, 2,5 miliardi di persone andranno a vivere nelle città. Oggi, esistono circa 1.000 città con oltre mezzo milione di abitanti, per un totale complessivo di 2 miliardi: il 27% degli abitanti della Terra e un tasso di urbanizzazione del 55%. A ciò si aggiunga che il tasso di crescita delle grandi aree urbane è maggiore di quelle più piccole.
“75 città hanno oltre 5 milioni di abitanti; 500 ne hanno oltre un milione. La densità media urbana del mondo è di 4.400 persone/km2, cioè a dire che 1,66 milioni di km2 sono già occupati dalle città” lo ha affermato Giuseppe Iotti, segretario generale di EFESME European Federation for Elevator Small and Medium-sized Enterprises, aprendo il suo intervento intitolato “PMI smart in città smart Ascensori smart in edifici smart”.
“I moderni edifici alti sono ovviamente serviti da ascensori e ora, si potrebbe stimare che ci sono circa un milione di impianti nei 235.000 grattacieli del mondo (circa il 6,5/7% del totale degli impianti esistenti). Nei grandi centri urbani, le infrastrutture di trasporto di persone e beni hanno impatti e costi importanti (anche in termini di consumi energetici e impatto ambientale). In parte, ciò dipende anche dal trasporto verticale ha continuato Certamente gli ascensori sono sempre stati mezzi di trasporto per persone e beni, ma in molti casi, c’è ancora la percezione, se non la constatazione, che essi siano solo in uso privato, in edifici privati. Nelle città intelligenti di domani, dovranno essere in qualche modo sempre più integrati nei sistemi di trasporto pubblici e privati”.
Iotti ha poi espresso l’opinione che la migliore, e forse la sola soluzione per sprecare meno energia e per ridurre l’impatto ambientale delle grandi città, rendendole intelligenti, è quello di condividere il più possibile le informazioni. Più si sa degli utenti; minori viaggi inutili faranno gli ascensori. Più si comunicherà con gli utenti e con il personale tecnico, maggiori saranno i risparmi di energia, tempo e denaro. Si avrà così un trasporto verticale più efficiente e affidabile. “La collaborazione tra le aziende ascensoristiche è imprescindibile ha concluso Iotti Gli impianti dovranno essere sicuri, semplici da mantenere e riparare, user-friendly, pronti a operare in ogni condizione, ivi incluse le emergenze. Quest’ultimo punto è un tema critico quando l’architettura delle città cresce in verticale”

MIGLIORARE LA SICUREZZA
“Sei in sicurezza?” è la domanda fatta da Carine Le Callonnec (presidente dell’Education & Training Working Group). La relatrice ha fornito diversi esempi di cattivi comportamenti tenuti da lavoratori (in fase di installazione o manutenzione) e di stupidità umana (canoisti in discesa lungo scale mobili o teenager in viaggio sul tetto di cabina). In entrambi i casi, ha indicato che la soluzione deriva da due diversi aspetti. Da un lato ci sono le norme e i regolamenti, europei e nazionali (es. Direttiva Ascensori, EN 81-20/50, SNELS, SNEE, EN 115, ecc.). Dall’altro ci sono la consapevolezza, che discende dalla conoscenza, dall’informazione e dalla comprensione, e la formazione, che ha invece a che fare con l’educazione e un sistema premiale e sanzionatorio. Le Callonec ha poi presentato quello che ha definito il “libro sacro della sicurezza”. Si tratta di una piccola guida, prodotta da ELA, che descrive le buone norme di comportamento per lavorare sugli ascensori. Ora è disponibile in francese, inglese, olandese, polacco, svedese e tedesco. Presto lo sarà anche in ceco, italiano, norvegese, portoghese e turco. “Un’accurata analisi dei dati è la base per definire pratiche sicure. Le pratiche sicure sono la base di regole appropriate. Le regole appropriate sono la base di comportamenti sicuri” ha concluso.
Rafael Herrero Manrique (presidente dell’ELA SNEE Working Group) ha parlato sul tema dell’incremento della sicurezza delle scale mobili esistenti. Il suo intervento si è focalizzato su tre aspetti fondamentali: informazione, strumento e chiave di volta. L’informazione è il punto di partenza. Sfortunatamente, non sempre tutti gli impianti sono in un pubblico registro, così da poter rispondere ai quattro quesiti principali: Chi? Dove? Quando? In che condizioni si trova?
Lo strumento è dato dall’evoluzione delle norme di sicurezza esistenti per le scale mobili: la nuova EN 115-2. Il suo scopo è di controllare gli impianti e di informare proprietari e gestori. La chiave di volta è rappresentata invece dalle ispezioni periodiche e dal ruolo degli organismi notificati e dei gestori. A questi ultimi due spetta la responsabilità di registrare eventuali problemi di sicurezza, di raccomandare gli interventi e di definire il termine entro cui intervenire, per ottemperare alle norme.

ENERGIA, EFFICIENZA & LCA
Adrian Harris (direttore generale, Orgalime) ha illustrato il tema dell’efficienza energetica e delle performance ambientali, visto come la sfida per l’industria di domani.
Orgalime si compone di 42 associazioni, di 24 Paesi, e rappresenta imprese con un fatturato annuo complessivo di €1.800 miliardi, con oltre 10,3 milioni di addetti. Lo scopo dell’organizzazione è di esser la voce del comparto manifatturiero a livello europeo “per riportare l’industria tra le priorità dell’agenda politica”.
“Non esiste futuro per le misure sull’ecodesign, senza norme sull’efficientamento delle risorse (riparabilità, riciclabilità, facilità di disassemblaggio, contenuti riciclabili, ecc.). Orgalime ritiene che la Direttiva sull’Efficienza Energetica sia la chiave per fare dell’ecodesign un successo per il sistema delle costruzioni, dell’energia, dei trasporti e di tutta l’industria in generale. È necessario un approccio olistico, legato alla riforma del modo di progettare e alle nuove risorse energetiche riciclabili (RES) ha detto La direttiva sulle performance energetiche degli edifici probabilmente sarà interamente rivista, per rafforzare le norme sul rinnovamento degli edifici esistenti e per introdurre criteri preparatori della cosiddetta ‘smart readiness’. Sarà un’opportunità per dare impulso all’agenda degli edifici intelligenti e degli edifici interconnessi (Internet of Things)”.
Dirk De Moor (membro dell’ELA Quality, Safety, Environment & Education Committee) ha presentato una relazione sull’industria ascensoristica e la legislazione UE sull’efficienza energetica. Nel suo rapporto ha sostenuto che la normazione europea in materia ha diversi obiettivi che rappresentano un’opportunità per il comparto del trasporto verticale. Riguardo alla Direttiva sulle performance energetiche degli edifici (EPBD 2010/31/EU) ha detto che: 1) l’UE dovrebbe sviluppare sistemi di calcolo armonizzati specifici per gli ascensori; 2) le linee guide per gli edifici a impatto energetico vicino allo zero dovrebbero includere gli ascensori; 3) il miglioramento dell’efficienza energetica degli ascensori dovrebbe essere accoppiata al momento in cui si interviene, per esempio, per migliorarne la sicurezza; 4) in ambito UE, si dovrebbero considerare più spesso i requisiti minimi sull’efficienza energetica, anche nel caso degli ascensori. Tuttavia, in conclusione, ha aggiunto che le “Product Category Rules” potrebbero supportare il processo della EPBD, ma a costi piuttosto consistenti. Sulla Ecodesign Framework Directive
(2009/125/CE), De Moor ha affermato che possibili vantaggi potrebbero arrivare dall’implementazione in tutta Europa di norme simili, per la vendita di nuovi ascensori sul mercato e per la definizione di un momento ben definito in cui non sarebbe più ammessa l’installazione di impianti a bassa efficienza energetica. Di seguito, ha descritto la EN ISO 25745-2 Performance energetiche di ascensori, scale e marciapiedi mobili Parte 2: Calcolo sull’energia e classificazione degli ascensori.
Martin Blumberg (vicepresidente Sustainable Building and Construction Thinkstep AG) ha introdotto il concetto di “Life Cycle Analysis e dichiarazioni di performance ambientali per ascensori”. L’idea si basa sul crescente interesse per efficienza energetica, salute & sicurezza e impatto ambientale degli edifici. Lo scopo è di potenziare l’industria ascensoristica (costruttori di impianti e componentisti) per soddisfare la crescente domanda del mercato in tema di informazioni sul ciclo di vita energetico e di prodotto ecologici.

Il progetto PEP si basa su quattro punti fondamentali:

  • accesso via internet a un database per costruttori di impianti e componenti, contenente un inventario aggiornato con i dati del ciclo di vita di materie prime, processi intermedi e produttivi, in grado di fornire una life cycle analysis, dalla culla alla tomba, per qualsiasi genere di prodotti e componenti per ascensori;
  • calcolo facile dell’LCA per modelli di ascensori completi e/o singoli component, basato su un BOM (Bill of Materials) specifico, in ottemperanza alle norme e regolamenti (es. ISO 14040/44, PCR per ascensori), in ambiente riservato e sicuro;
  • generazione automatica di specifici rapporti LCA, come base per lo sviluppo delle Environmental Product Declarations (EPD) in conformità a ISO 14025 ed EN 15804;
  • Material Compliance Application (opzionale).
Product environmental platform (PEP) e ascensori
Legislazione UE sill’efficienza energetica e ascensori

LEGGI E NORME
Esfandiar Gharibaan (presidente CEN TC 10 Lifts, escalators and moving walks) ha fatto il punto sullo stato della normazione europea sugli ascensori.
La EN 81-20/50 è stata pubblicata ed è stata resa disponibile dal CEN il 6 agosto 2014. La
EN 81-1/2 sarà ritirata il 31 agosto 2017 e da allora non sarà più armonizzata, perché ad esserlo sarà solo la EN 81-20/50. La preparazione del primo emendamento a quest’ultimo standard si basa sui commenti ricevuti in fase di inchiesta pubblica e le possibili principali variazioni riguarderanno: revisione delle procedure di accesso al vano di corsa; sistemi di sospensione alternativi; sistemi di salvataggio automatici; porte ad apertura verticale. I progetti realizzati in base alla EN 81-20/50:2014 resteranno validi. La tabella di lavoro preliminare è la seguente: completamento della bozza di emendamento settembre 2017; inchiesta pubblica da lanciare nel giugno 2018; data prevista di pubblicazione maggio 2020.
Gharibaan ha detto che la prEN 81-42 (Sistemi di sollevamento per persone, con velocità 0,15m/s) dovrebbe essere pubblicata entro la fine del 2017, mentre i lavori sulla prEN 81-44 (Ascensori nelle turbine eoliche) sono iniziati nel gennaio di quest’anno. Ha poi terminato il suo intervento, annunciando che l’ISO/TC 178 sta operando per l’adozione della EN 81-20/50 con gli stessi requisiti tecnici e lo stesso formato, per diventare in futuro una norma EN ISO e per fornire la base internazionale per un’armonizzazione su scala mondiale (l’adozione è prevista per dicembre 2017 la norma EN ISO si pensa che sarà pronta per il 2020).
Christian de Mas Latrie (presidente dell’ELA Codes & Standards Committee) ha presentato un documento sullo stato dell’implementazione della Direttiva Ascensori 2014/33/UE. “Il 20 aprile 2016 apre una nuova era per il nostro settore” ha affermato. Ma a che punto è la trasposizione nei vari paesi? Al 18 aprile scorso, dodici stati avevano recepito la direttiva in una norma nazionale (Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Danimarca, Estonia, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Slovacchia, Svezia e Svizzera). Alcuni altri hanno avviato la procedura, o hanno steso una bozza o la stanno facendo circolare (Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Slovenia, Spagna e Turchia). Nessuna procedura in corso o nessuna notizia per Cipro, Norvegia, Romania e Ungheria. “Se la trasposizione non è avvenuta nel vostro paese, allora probabilmente la nuova Direttiva Ascensori non è applicabile. Le norme nazionali restano applicabili fino a quando la procedura non sarà completata, rispettando tuttavia lo spirito della direttiva riguardo ai requisiti fondamentali e ai componenti di sicurezza. Quindi, quali sono i RES da rispettare? Quelli previsti dalle norme nazionali” ha chiuso de Mas Latrie.

Il piano di lavoro del CEN/TC 10

CONCLUSIONI
Le conclusioni del congresso di Roma le ha tratte Roberto Zappa, vicepresidente di ELA e presidente di AssoAscensori: “In Italia, l’industria ascensoristica è uno dei settori più normati. La prima legge è del 1945. Tuttavia oggi il nostro paese non ha ancora implementato la Raccomandazione 95/216/CE e non ha neanche adottato alcun provvedimento per il miglioramento della sicurezza degli ascensori esistenti. A ciò si aggiunga che non è ancora avvenuta la trasposizione della Direttiva Ascensori. Inizialmente il Governo si era impegnato a migliorare la sicurezza del parco esistente, ma in seguito a un’azione di lobby e alla campagna di stampa che ne è seguita, il decreto è stato messo in stand-by. Questo, nonostante il fatto che ci sono circa 700.000 impianti installati prima del 1999”.
L’“ELA Award 2016” è stato attribuito ad AssoAscensori, in riconoscimento degli accordi di cooperazione che l’associazione ha siglato con due altre organizzazioni: ANACAM (Associazione Nazionale Imprese di Costruzione e Manutenzione Ascensori) e ANICA (Associazione Nazionale Industrie Componenti per Ascensori). Tali accordi hanno reso anche possibile arrivare a una cooperazione a livello europeo con EFESME (European Federation of Small and Medium Enterprises). “Siamo particolarmente orgogliosi di questo premio! ha detto Zappa Vorrei dedicarlo a tutti le aziende nostre associate, per la lotta che affrontano tutti i giorni per fornire ascensori sicuri e prodotti innovativi”.

 

Di Fabio Liberali

This article is also available in: enEnglish (Inglese)

Share